L'Armata delle tenebre
FilmChips (10/5/2003)
Alberto Cassani

Terzo episodio della saga di "Evil Dead" creata da Sam Raimi esattamente diec’anni prima, "L’Armata delle Tenebre" vede di nuovo protagonista un Bruce Campbell che per quanto ormai entrato nel mito del cinema horror ancora non sembra potersi meritare l’appellativo di ‘attore’. Se il primo episodio della serie, comunque, era un horror serio e per stomaci forti, i due film successivi lasciano sempre più spazio alla componente ridicola del cinema dell’orrore. Questa contaminazione sempre più marcata è stata in effetti una costante di tutto il cinema di genere degli anni ’90, ma in questo film Raimi ne approfitta per rendere omaggio all’universo filmico con il quale è cresciuto, riservandosi l’intento di divertire lo spettatore e farlo rabbrividire per lo schifo piuttosto che per la paura. La sceneggiatura scritta da Sam Raimi e dal fratello Ivan, per quanto gustosa in quanto a citazioni pecca largamente sotto l’aspetto della coerenza interna: ad una scena d’azione ne segue un’altra, quasi sempre senza un vero e proprio sviluppo della trama. Il risultato è come un viaggio sulle montagne russe: ci si diverte e ci si spaventa ma alla fine non si va da nessuna parte. Ma in fondo, da 80 minuti di spettacolo cinematografico non è obbligatorio pretendere più di questo. E poi, nessuno sa muovere la macchina da presa come Sam Raimi.