| E’ tra gli attori d’oltreoceano più intensi. Perfettamente a proprio agio nei ruoli interiorizzati, poliedrico e colto, William Hurt si muove agilmente nel teatro e nel cinema.
Nipote del fondatore del gruppo editoriale Time-Life, Henry Luce III, Hurt affronta gli studi teologici che abbandona per la recitazione. Studia alla Tufts University e alla Juilliard School of Music and Drama. Nei primi anni della sua carriera si dedica unicamente al teatro, misurandosi con testi del repertorio classico, da W. Shakespeare a E. O'Neill. Interpreta "Enrico V", "5th of July", "Amleto", "Riccardo II", "Hurlyburly" grazie al quale si candida al prestigioso premio Tony. Attratto dal cinema, debutta nel film "Stati di allucinazione" di Ken Russell. Lawrence Kasdan dirige Hurt in Brivido Caldo (1981) Il grande freddo (1983) ed alcuni anni più tardi in Turista per Caso e nell’esilarante Ti amerò fino ad ammazzarti.
Nel 1985, per il ruolo del carcerato omosessuale in Il Bacio della donna ragno, conquista l'Oscar, vince il Premio come Miglior Attore a Cannes ed il Golden Globe. Indimenticabile la sua interpretazione in Figli di un Dio Minore, 1980, accanto a Marlee Matlin con cui ha avuto una relazione. Anchor Man senza scrupoli in Dentro la Notizia, ottiene una nomination all'Oscar. Balza di nuovo alla ribalta internazionale con Fino alla Fine del Mondo per la regia di Wim Wenders. Il 2001 l’ha visto interprete di A.I. Artificial Intelligence. Sposato 3 volte, vive tra Francia e U.S.A. da quando ha una relazione con l’attrice Sandrine Bonnaire |