Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo
FilmChips (5/23/2008)
Valeria Venturin

Il professor Jones è con l’amico Mac in missione quando i russi, cattivissimi con a capo una perfida e gelida Cate Blanchett, li intercettano e obbligano Indiana a cercare una cassa che contiene del materiale magnetico che vogliono a tutti i costi. Qualche tempo dopo Indiana Jones rincontra questi oscuri personaggi che, guarda caso, sono sulle tracce del teschio di Akator che anche il professore sta cercando in compagnia di un giovanotto sveglio di nome Mutt. Il quarto episodio di Indiana Jones arriva ben 27 anni dopo il primo e il timore era che sentisse sulle spalle il peso dell’età (soprattutto il suo principale interprete ormai ultrasessantenne), ma Spielberg è riuscito a utilizzare a suo favore anche questa carta. La pellicola è un condensato di azione, stuntman al lavoro ed effetti speciali chiaramente eccezionali, personalmente non ho apprezzato la fotografia che regala un’aria sempre falsa e da Studios a tutte le scene. Lo spettatore non riceve mai l’idea di vedere un’azione all’aperto ma si comprende chiaramente la ricostruzione del paesaggio. Tutto il film è perfettamente uguale alle splendide foto realizzate dalla grande Annie Leibovitz per Vanity Fair. La storia è ambientata nel 1957 e contiene molti richiami a diverse altre pellicole, dai combattimenti in stile 007 ad alcune riprese che ricordano "Ritorno al futuro", e la grandezza di Spielberg si manifesta in vari modi, primo fra tutti il saper prendere con ironia il fatto di strizzare il filone fino in fondo con un’arco temporale così ampio a distanziare le varie uscite. Per chi ha amato da ragazzino le avventure dell’archeologo è un bel tuffo nel passato e il film, per come è strutturato, può decisamente piacere anche ai ragazzini di oggi. I famosi meccanismi che animano le costruzione dove Jones scorrazza mantengono immutato i loro fascino anche se ormai sono stati quasi abusati.