Passo a due
Corriere della Sera (9/30/2005)
Maurizio Porro

Film di buona fattura e di buoni sentimenti, che vola verso l'audience tv col divo del varietà del sabato, Kledi Kadiu nel ruolo quasi autobiografico di un ballerino di Tirana che viene a lavorare in Italia. Trafila tragica, i permessi e le raccomandazioni anche sessuali, visto il tipo: poi si sistema tutto, passo a due affettivo con Laura Chiatti. Su un tema, quello della danza, che appassiona i giovani e il cinema, Andrea Barzini ha costruito quasi una favola dove le cose migliori sono proprio quelle ballate e in cui la star ha una sua indubbia efficacia psicofisica di cinema.
Film TV (10/11/2005)
Aldo Fittante

Beni, uno studente dell'Accademia di danza di Tirana in Italia da oltre un anno, sfruttato da una donna che gli impone spettacoli di quart'ordine e una bizzarra segregazione, si stufa, reagisce, si presenta a un provino e cambia la traiettoria della sua esistenza. Conoscerà il successo, verrà benedetto dal benessere e pagherà il solito prezzo, salato di compromessi e simpatiche markette. Ehilà, dopo Costantino & Daniele, esordisce sul grande schermo Kledi Kadiu, un altro Figo della Palestra De Filippi. Qui non si naviga nel Nulla come in Troppo belli: il ragazzo indossa bene la stoffa del ballerino e dunque - almeno - tre passi avanti li sa fare. La recitazione, ovviamente, latita come le idee in questo Tv movie che, quando apparirà nel tubo catodico, esalterà le fanciulle stregate dalla Fattoria Amici di Maria. Barzini cerca, invano, di sterzare ogni tanto su qualche viale non al tramonto, ma la missione risulta impossibile sin dal primo trame. La dolce ragazza che accompagna Kledi nelle scorribande danzerine si chiama Laura Chiatti e ha un viso e un corpo che certamente ritroveremo maturi e solidali nello splendore dei 35 mm.
la Repubblica (10/21/2005)
Paolo D'agostini

Non conoscendo le implicazioni che legano il ballerino albanese Kledi Kadiu a Maurizio Costanzo e Maria De Filippi, si giudica il film diretto da Andrea Barzini Passo a due per quello che è. La storia, convenzionalmente raccontata ma non lacrimosamente edificante, televisivamente digeribile ma non del tutto rinunciataria a servirsi delle armi del cinema, di un ragazzo albanese che dopo aver studiato danza in patria si ritrova degradato in Italia al rango di emigrante maltrattato, emarginato, truffato. L'itinerario del suo riscatto risponde allo standard di tante storie che il cinema americano ci ha narrate. La differenza tra la reale abilità del protagonista e l'inesperienza della sua partner Laura Chiatti, che non è ballerina, è ben mascherata dal montaggio. Le stazioni della via crucis del protagonista sono tante: la condizione di sequestro senza documenti, l'audizione dove per miracolo riesce a farsi notare da un asso della coreografia, l'incontro contrastato con la ragazza, la comunità di immigrati nella casa occupata, la disillusione dell'incontro con una cinica pr che vuole solo portarselo a letto, e finalmente il decollo professionale e sentimentale. La particolarità è che la finzione ricalca la vera storia di Kledi Kadiu che è riuscito a "sfondare" alla tv berlusconiano-italiana.