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| L'uomo che sapeva troppo poco |
| La Stampa (6/28/1998) Lietta Tornabuoni Domanda: «Cosa sei? Cia, Mafia?». Risposta: «Tutt'e due». Domanda: «Lei è un attore o un essere umano?». Risposta: «Nessuno dei due. Sono un poliziotto». Tratto da un romanzo di Robert Farrar, «L'uomo che sapeva troppo poco» è una commedia divertente. Bill Murray, un americano arrivato a Londra per far visita al fratello, viene spedito da quest'ultimo, impegnato in un pranzo d'affari, a partecipare alla trasmissione televisiva «Teatro della vita» che imita la realtà. (...) Convinto che tutto sia uno spettacolo, Bill Murray, coinvolto inconsapevolmente nel doppio complotto politico, si mostra tanto coraggioso da venir considerato un autentico genio del male, si diverte molto, s'innamora, s'arricchisce, e conferma le proprie qualità d'attore brillante, di comico dotato di gran comunicativa. Dettagli: il killer russo fa di mestiere il macellaio, lo strumento dell'attentato é una variopinta matrioska piena d'esplosivo. |
| Film TV (7/8/1998) Manuela Martini Tra la parodia di Hitchcock e quella degli 007, ambientato nella Londra impettita delle ambasciate e in quella sconvolta del "teatro della vita" (quel teatro televisivo, molto in voga negli anni '80, che coinvolgeva nei propri intrecci gli spettatori che ne facessero richiesta), "L'uomo che sapeva troppo poco" racconta l'avventura di un americano che arriva a Londra per vedere suo fratello e viene subito catapultato in un vero complotto internazionale, convinto di trovarsi in una messa in scena fittizia. Il gioco degli equivoci e la sceneggiatura sono ben congegnati, basati sulla nostalgia della guerra fredda di un paio di vecchi ufficiali del servizio segreto britannico e russo (che vogliono sabotare un trattato di pace) e sulla simpatia disarmante di Bill Murray. Peccato però che il ritmo della regia non corrisponda a quello dell'azione narrativa e che soprattutto nella parte centrale, il film diventa fiacco e prevedibile. Colpo d'ala finale, il ballo di Murray tra i danzatori del Baltico che viene dritto dai film con Danny Kaye ma diverte. Molte le strizzate d'occhio (come Joanne Whalley la protagonista di "Scandal" che interpreta una squillo), ma parecchie vanno perdute nel doppiaggio. |