FilmChips (10/14/2003) Alberto Cassani
Il primo film hollywoodiano dell’australiano Peter Weir ("Picnic a Hanging Rock" prima, "L’attimo fuggente" e "Truman Show" dopo) è diventato in tempo zero un classico della cinematografia statunitense. Merito soprattutto dell’efficace sceneggiatura scritta da Earl Wallace e William Kelley, due sceneggiatori televisivi alla prima (e ultima) esperienza sul grande schermo. Il modo in cui questa coppia di scrittori (giustamente premiati con l’Oscar) racconta lo stile di vita di Rachel e degli Amish, ed il suo sentirsi spaesata quando si trova ad avere a che fare con il mondo moderno, è forse il più bel ritratto cinematografico mai fatto ad una civiltà diversa da quella classica occidentale.
Wallace e Kelley non furono gli unici che avevano lavorato a "Witness" a portare a casa una statuetta dorata, in quella sera di fine Marzo del 1985: anche il montatore Thom Noble fu premiato, e nomination furono date anche al regista, al protagonista Harrison Ford, agli scenografi, al direttore della fotografia ed al musicista Maurice Jarre, oltreché ai produttori del film. In totale due Oscar e sei nomination per una pellicola elegante e appassionante, che non si rifugia negli stilemi classici del genere cui appartiene, il thriller, e che pur affidandosi per la sua riuscita alla bravura degli attori non ne fa la chiave di volta. |