FilmChips ()
Un altro capolavoro del grandissimo Stanley Kubrick. Tratto da un romanzo di Stephen King, un racconto dell'orrore infarcito di riferimenti di parapsicologia.
Un film apparentemente pessimista sulla violenza innata dell'uomo, vittima dei labirinti del proprio cervello; un labirinto nel quale, metaforicamente, nel finale il padre impazzito si perde, mentre il bambino, grazie anche al suo shining, riesce a salvarsi. Un horror nel quale Kubrick rivisita i canoni del genere riempiendo l'essenzialità narrativa, di suggestioni e simboliche metafore che rimarranno per sempre nella storia del cinema. L'uso della steadycam permette al regista di offrire molteplici carrellate su stanze e corridoi che ingigantiscono paure e tensioni. Magistrale la scena in cui un fiume di sangue investe il lungo corridoio rosso. Curato nei minimi dettagli il film è un capolavoro di stile, luce e colori che invadono la scena esemplificando rancori, rabbia e violenza. Il rosso porpora domina la scena e diventa il segno premonitore dell'inevitabile tragedia. Giochi di simmetrie e doppi, lo scontro tra la razionalità degli adulti e la nuova ragione infantile, sono tutti elementi di un racconto magistralmente rielaborato dall'acuta e contorta mente di Kubrick che ancora una volta, si dimostra maestro precursore nello stile e nei contenuti. Sublime la performance di Jack Nicholson, perfido e folle, il cui sguardo sgranato basta per raggelare la platea. Ossessionato dalla perfezione, Kubrick volle occuparsi di persona anche del doppiaggio italiano, decidendo di tradurre in "Il mattino ha l'oro in bocca" il martellante proverbio di Jack (in originale "All work and no play make Jack a dull boy", il lavoro senza lo svago rendono Jack un triste figuro). La voce di Nicholson è dello straordinario Giancarlo Giannini. |