Mission
FilmChips ()
Tania Esposito

Girato in Colombia e Argentina ciò che colpisce maggiormente di questo film è la maestosità, la fastosità delle immagini che ci trasportano in un mondo così lontano ma anche così fortemente patinato. Gli eccessi di esotismo non aiutano infatti a dare spessore a una pellicola che non manca però di emozionare lo spettatore. In particolare la scena finale è di grande impatto emotivo grazie anche alla splendida resa dei due protagonisti. Irons rappresenta infatti la non violenza, la forza spirituale dell'uomo che non può però fare a meno dell'energica e violenta mano dell'amico mercenario. La telecamera si sofferma sugli sguardi dei due protagonisti regalando un dialogo interiore di rara intensità. Non mancano i buchi narrativi. Sviluppato sulla sceneggiatura letteraria di Robert Bolt, il film calca un po' troppo la mano sulla descrizione quasi angelica degli indigeni, non violenti, pacifici e impeccabilmente buoni con il prossimo; una visione fortemente idilliaca che perde il suo valore storico e di verosimiglianza. Lo sguardo naturalista del regista si sofferma sulla maestosità della giungla, luogo incontaminato dove l'uomo/indigeno riesce a vivere nel rispetto dell'intero ecosistema; non a caso Chris Menges, autore della fotografia si aggiudica un Oscar mentre il film viene premiato con la Palma d'oro a Cannes.