FilmChips () Tania Esposito
Terzo ed ultimo capitolo della saga avventuriera più amata del grande schermo. Decisamente superiore in qualità e spessore rispetto alla seconda, "L'ultima crociata" non riesce però ad eguagliare "I predatori dell'arca perduta". Deciso a strafare, Spielberg abbonda in spettacolarizzazioni che raggiungono sì l'obiettivo di stupire ma finiscono per prendere il sopravvento sulla narrazione. A dare una ventata di aria nuova è sicuramente l'entrata in scena di Connery che, remore del bagaglio linguistico-caratteriale della saga 007, dà maggior tensione alla ricerca. Bellissima la scena delle catacombe dove si nasconde il Santo Graal, infestate di trabocchetti metteranno infatti a dura prova l'intelligenza del prode Indy. Il duo Connery-Ford funziona alla perfezione, fascinosi entrambi sarà difficile stabilire a chi dei due spetta la palma di impavido avventuriero. Abbozzata e più ridicola che efficace invece la presenza dei fascisti nelle catacombe, Spielberg mescola le carte ma non sempre riesce a seguire con eguale precisione i suoi personaggi. |