FilmChips (7/6/2003) Alberto Cassani
In "Non ci resta che piangere" la sceneggiatura conta come il due di picche, briscola fiori. Nessuna spiegazione viene data al bizzarro viaggio nel tempo che i due protagonisti si trovano loro malgrado a compiere e nessuna attenzione viene posta ai dettagli storici che, al di là di quelli scritti nei sussidiati scolastici, caratterizzano il periodo storico in cui si ritrovano. L’unica cosa cui viene data importanza è la verve comica dei due mattatori, in questo caso anche co-registi. Alternativamente l’uno spalla dell’altro, Benigni e Troisi danno sfogo alla loro voglia di giocare creando gag a ripetizione, sfruttando la possibilità di generare anacronismi e concedendosi il lusso di prendere in giro tutto quanto gli pare (Leonardo che bara giocando a scopa?!?). Il risultato è che molte sequenze finiscono per andare dritte nel cuore (e nei discorsi) degli spettatori, in particolare quel "ricordati che devi morire" che Troisi corre a segnarsi... Supportato da un buon cast di contorno, in cui anche Amanda Sandrelli riesce a risplendere, "Non ci resta che piangere" è un film del tutto privo di spessore cinematografico, ma dotato di enorme spessore comico. Memorabile. |