FilmChips (7/18/2003) Alberto Cassani
Un po’ satira di costume, un po’ road-movie, un po’ commedia all’italiana, "Il sorpasso" è uno dei film simbolo della stagione del cinema italiano dei primi anni ’60. Gli sceneggiatori Maccari, Risi e Scola creano due splendidi personaggi protagonisti, dando loro una tridimensionalità psicologica inedita per il cinema nostrano del periodo pur partendo da due caratteri tipici: il cialtrone opportunista che spera di poter approfittare del boom economico per rifarsi delle delusioni fino a quel momento patite e il timido ragazzino che - troppo debole per rifiutare - si affida al suo opposto per compiere il proprio viaggio iniziatico.
È proprio la delicatezza con la quale è tratteggiato Roberto, ben lontana dalle macchiette di quel cinema italiano, a sorprendere maggiormente. Bastano pochi tocchi, ai tre sceneggiatori, per dimostrare tutta la loro sensibilità artistica. Bastano pochi tocchi, ai tre sceneggiatori, per condensare interi manuali di psicologia e renderli cinematograficamente interessanti. Bastano pochi tocchi, ai tre sceneggiatori, per dimostrare la loro grandezza.
Dal canto suo, il Risi regista costruisce il film con una cadenza che non permette mai all’attenzione del pubblico di calare. Affidandosi anche alle meravigliose interpretazioni di Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant, Risi compone una delle pietre miliari del cinema italiano di sempre. Curioso che la critica dell’epoca non se ne fosse accorta… |