FilmChips (7/17/2003) Alberto Cassani
Liberamente tratto dal racconto "La bava del diavolo" di Julio Cortázar, "Blow-up" č un film ricco di simbolismi (basti pensare alla partita di tennis mimata con cui si conclude) e affascinante proprio per questo. Certo la sceneggiatura di Antonioni e Tonino Guerra non č strutturata benissimo, con molti punti oscuri e qualche leggerezza di analisi, ma forse sono stati proprio questi aspetti che ne hanno fatto uno dei manifesti cinematografici della cultura pop. La visione della "swingin’ London" č accattivante e il regista ne approfitta per fare uno studio sull’immagine e sulla sua percezione (non a caso il protagonista č un fotografo, voyeur per eccellenza). Purtroppo perň il film č invecchiato non poco, in questi trent’anni, anche per via dello spirito pessimista di cui č permeato.
Le scene in cui il protagonista interpretato da David Hemmings fotografa l’allora quotatissima modella Verushka sono entrate nella storia del cinema, ma la sequenza migliore č quella in cui Thomas stampa le fotografie dell’omicidio, sequenza che pare un trattato di montaggio cinematografico.
Palma d’oro a Cannes, nastro d’argento per il film straniero (coproduzione inglese), nomination all’Oscar per la regia e la sceneggiatura. La fotografia č di Carlo Di Palma e le musiche sono del genio di Herbie Hancock. |