B.B. e il Cormorano
la Repubblica (5/24/2003)
Paolo D'agostini

Appena gratificato della presenza alla Semaine de la critique di Cannes, di cui costituiva ieri l'altro la serata di chiusura, B.B. & il cormorano è il primo film diretto da Edoardo Gabbriellini che avevamo conosciuto come attore nei film di Paolo Virzì: Ovosodo, di cui era il protagonista, e Baci e abbracci. E anche qui riserva a se stesso il ruolo principale, quello di Mario che fa l'idraulico solo per mettere insieme un po' di soldi e raggiungere il sogno americano. Non solo sognatore ma anche velleitario e ignorantissimo, Mario si sente artista. Nella cornice di quel litorale livornesepisano caro al "maestro" Virzì con il quale il giovane Edoardo condivide le radici, un po' mondano un po' "internazionale" per via dei soldati americani e un po' spettrale, si snoda la vicenda. Senza capo né coda, ma ricercatamente: diciamo che forse il giovane regista ha in testa di ambire a fare Cassavetes. Location assai "cinematografica" un edificio mussoliniano ex colonia e ospizio occupato da disgraziati, rilevato da un trafficone che vuole farne un villaggio vacanze. Mario è stato ingaggiato per dare una raddrizzata all'impianto idrico fatiscente. Lo circondano altri tipi che si danno arie da "senza tetto né legge", una ragazza che se lo vuole portare a letto ancorché riluttante e uno zio (bravo Marco Giallini) che è tornato non già dall'America ma dalla galera. E anche una Selen, ex celebre pornostar, che qui debutta come attrice nei panni della pupa del trafficone. Gabbriellini attore ci sta bene e crea un tono con la sua faccetta ingenua e sempre pronta a scambiare un malinconico panorama di fallimenti per avventurosa promessa. Il film è esile esile, leggero come una piuma. Ma è un buon inizio.
Corriere della Sera (5/24/2003)
Maurizio Porro

Ha ragione lui, l'autore debuttante, livornese e 27enne Edoardo Gabbriellini: BB e il cormorano è una favola strampalata in cui un ragazzo di oggi si volta indietro, ricorda di quando nuotava dietro le raffinerie, s'immagina di scappare a New York per evitare le disillusioni del pianeta Italia. E' un cormorano, vuole volare, ma è anche un fumetto, vedi le BB del titolo, Bugs Bunny. Ma soprattutto questo neoregista simpatico è un figlioccio del cinema di Virzì che parla per una generazione che non ha più neppure la speranza di far satira con la commedia italiana. Eppure il film è divertente perché incastra e rimanda una serie di osservazioni sul putridume che ci circonda. La storia verte su un miserabile finto residence di un trafficone, sul giovane idraulico, su due donne (Carolina Felline e l'ex pornostar Selen) e su quello che resta del mito dello zio d'America. Ma bisogna captare quello che circola sotto, dentro, intorno a quel magma di crisi, l'insostenibile pesantezza dell'essere in quel di Calambrone, Nord di Livorno. Già attore in Ovosodo e Baci e abbracci oltre che in questo suo film, Gabbriellini firma un film sgangherato, irrisolto, con l'ansia di metafore, ma con la sincera voglia di esprimere un disagio in termini surreali. Fra i suoi super io ci sono Tom Waits, Jarmusch e naturalmente il cartoon della Warner: il suo mondo è un mondo a parte, un luogo di libeccio e caciucco, sospeso, come dice lui, patria di cialtroni e disperati. Debutto stile impressionista da tener d'occhio.
Duel (8/27/2003)
Giovanni Robertini

Non avevo mai visto un idraulico vestito come il chitarrista degli Strokes. E neanche una cameriera di un ristorante che sembra una modella da copertina di "The faces" un giardiniere uguale al Big Lebowski e uno zio d'America che sembra scappato da un disco di Tom Waits. Per questo mi è piaciuto B.B. e il cormorano del debuttante Edoardo Gabbriellini. Perché non lo avevo mai visto. Perché è un film italiano diverso dagli altri, assolutamente contemporaneo per il suo voler essere distratto (non "acerbo", come lo hanno definito in molti) e fuori tempo. Ma soprattutto per la trasparenza dell'idea, ovvero: faccio un film ma avrei potuto scrivere un libro, magari come Lune di miele di Chuck Kinder, fare un disco di punk rock tedesco (come la musica che suona Edoardo Gabbriellini col suo gruppo) oppure - perché no? - andare a New York a fare il produttore di giovani band rock'n'roll pagandomi il biglietto aereo con un lavoro da idraulico per una ex colonia in quel di Calambrone, a nord di Livorno, come il protagonista di B.B. e il Cormorano. Un'idea del fare arte un po' confusa e cialtrona, ma non per questo meno necessaria, nata dal disagio per un mondo che, così com'è, fa davvero schifo. Quindi meglio inventarsene uno nuovo di mondo, surreale e pop, che è un po' cartone animato (B.B. sta per Bags Bunny), un po' fumato, come le riprese - bellissime - che si soffermano su lavatrici rubinetti stanze della cinematografica location (un edificio mussoliniano a due passi dal mare), un po' fashion (ché se un mondo nuovo deve essere almeno sia eÌegante) e abbastanza citazionista: Jarmush, Coen, il videoclip e molto Vincent Gallo, di cui 6abbriellini sembra voler essere quasi la versione italiana, almeno per quanto riguarda i riferimenti estetici. A differenza di Buffalo 66 comunque B.B. e il Cormorano tenta la commedia cercando di far ridere, ma inciampando molto e senza riuscirci: colpa di battute scritte poco e di fretta. Del resto lo si capisce subito che la situazione - l'ltalietta di malaffare e bugie - è involontariamente comica e da ridere c'è solo per non piangere. Molto meglio sognare New York - presentata allo spettatore con un onirico Super 8 -, spiare le tette della donna del capo (che poi sono le famose tette della pornostar Selen elegantemente prestatasi al cinema in un ruolo perfetto) o abbracciare sul motorino una bellissima ragazza (e Carolina Felline lo è davvero). Tutte "vie di fuga" per capire una lezione facile ma non scontata: che per raggiungere l'America non serve prendere un aereo, basta aprire gli occhi. Va a finire che poi, senza neanche crederci, ti ritrovi a Cannes, selezionato alla "Semaine de la Critique", grazie anche a Un produttore - Procacci - che ha creduto in te. E non importa se poi sui quotidiani scrivono che B.B. e il Cormorano è un film acerbo, esile, leggero: è tutto vero. Ma va bene così.