Una lei tra di noi
Film TV (1/28/2003)
Aldo Fittante

Anche il cinema gay si sta imborghesendo. Un'altra storia a tre lati (il triangolo no...), pensata e realizzata in Danimarca (dove, dicono le cronache, il film ha battutto molti record d'incasso), con la variante della donna di troppo tra due compagni di vita amorosa. Lui, durante una festa, annuncia tronfio l'imminente matrimonio con l'altro. Lei, e questa é l'unica novità di una pellicola paradossalmente e curiosamente "omologata", é la cognata del primo, la moglie del fratello, la "lei tra di loro", che spazza via in un (sol colpo i delicati equilibri, le certezze "maschili", i resoconti di un paio di esistenze vere e vissute. L'operetta - un debutto, dell'attrice Hella Joof - é carina e graziosa, edulcorata quanto basta per finire ai vertici del botteghino di un paese progressista ed emancipato, svincolato dalle religioni e dai tabù. Eppure, non si muove. O si muove poco. Con quelle voglie in controesodo di rimettere tutte le cosine al posto giusto. Rimane, tuttavia, la fattura: a metà strada tra commedia e dramma, gioia e depressione, la pellicola si nutre di attori di puntuale professionismo (Madsn Mikkelsen, tra l'altro, sembra il figlio scapestrato del già scapestrato Jack Palance), ed è guidata da una regia corretta. Pure troppo.
la Repubblica (1/25/2003)
Roberto Nepoti

La comunità gay di Una lei tra di noi, debutto per lo schermo della regista teatrale danese Hella Joof, ricorda quella delle "Fate ignoranti" di Ferzan Ozpetek: una tribù di amici tolleranti, allegri, sempre pronti a farsi regalini e a festeggiare. E' proprio durante una festa che Jacob chiede a Jorgen, il suo compagno, di sposarlo; ma la stessa sera, l'uomo si sente imprevedibilmente attratto da Caroline, legata sentimentalmente al fratello di Jorgen. Lei ricambia. Jacob cerca di rifuggire la tentazione, salvo che il destino (in combutta con le amicizie comuni) ci mette la zampa facendoli incontrare a ogni angolo. La nuova coppia eterosessuale consuma, mentre la compagnia comincia a mormorare. Messo alle strette il giovane confessa il rapporto; gettando nella costernazione Jorgen che, la notte di Natale, ha un incidente d'auto e ci lascia un occhio. Jacob e Caroline, che adesso aspetta un bambino, vanno a vivere assieme col progetto di costruirsi una famiglia. L'ultima parola, però, non è ancor detta. Qualcuno ha definito Una lei tra di noi "un'insolita commedia romantica": dipende dai punti di vista. In un certo senso lo è, perché l'omosessualità è stata rappresentata in molti modi sullo schermo (dalla farsa alla tragedia), quasi mai in chiave di romantic comedy. Insolito, quanto onorevole, anche il fatto che gli sceneggiatori (la regista e Klaus Bondam) evitino di rappresentare l'amore tra Jacob e Caroline come una "conversione"; a differenza della mamma di lui, che da buona borghese timorata la vede proprio così. Però sarebbe molto difficile definire insoliti l'ultima parte e l'epilogo del film, dove il giovane diviso tra diverse opzioni sessuali capisce, dopo lunghe riflessioni, qual è il suo vero amore. E, come nella più convenzionale delle commedie sentimentali con Julia Roberts e Richard Gere, sequestra il cavallo a una poliziotta e galoppa all'inseguimento della felicità.
Il Giorno (1/24/2003)
Silvio Danese

Commedia sociale sulla crisi dei punti di riferimento della rivoluzione sessuale: il mondo diviso tra omosessuali, lesbiche, eterossessuali, transessuali, eccetera non è più una certezza. Il Tertio Millennio ha in cantiere altri orizzonti. E i paesi nordici sono, come sempre, all'avanguardia o, se permettete, la retroguardia di un disorientamento affettivo ed erotico generale. Con una soffiata di polvere magica shakespeariana succede che un gay, Jacob, pacificamente in vita di coppia e promesso sposo in un paese dove è possibile (la Danimarca), s'innamori della moglie di un amico, Caroline. La scaletta prevede i passaggi canonici della sit-com sentimentale: feste miste, adulterio fuori "tradizione", riappacificazione tra le coppie e perfino il colpetto di scena che tutti si aspettano. La famiglia incombe... Si resta un po' insoddisfatti nei passaggi che dovrebbero lasciarci l'esperienza della verità: la passione di Tom per Caroline non ha la meraviglia della scoperta. Esordio nel lungometraggio di una cineasta danese apprezzata in televisione.