Austin Powers in Goldmember
Il Giorno (11/29/2002)
Silvio Danese

Oltreoceano lo chiamano il Bugs Bunny degli agenti segreti. Imita, deride, distrugge, prende i soldi (un sacco) e scappa. Esiste una denuncia della casa produttrice dei film di James Bond per appropriazione indebita d'idee, o qualcosa del genere. Giacca arancione, occhiali esistenzialisti e foulard giallo Austin Powers ritorna (è il terzo episodio in meno di un lustro) a voltare nel demenziale un mito del cinema, tra un malefico Goldmember (membro d'oro, al posto del Goldfinger) col vizio di mangiarsi la pelle e i tradizionali Numero Due e Numero Tre. Affollata e non sempre brillante la galleria di invenzioni comiche che, pur carica di intelligenti allegorie della cultura pop e dei suoi detriti, lascia intravedere la catena di montaggio. Colpo di fulmine la partecipazione di Michael Caine, imbolsito e divertente ex d'epoca (lo ricordate come Harry Palmer in "Ipcress"?), nei panni del padre di Austin. In passerella Tom Cruise e Quincy Jones, la Paltrow e Britney Spears, Travolta e Danny De Vito. Bomba sexy, la diciannovenne Beyoncé Knowles. Per risate crasse.
La Stampa (12/1/2002)
Lietta Tornabuoni

Tom Cruise con il brutto vestito di velluto blu, i brutti occhiali e la brutta parrucca di Austin Powers; Gwyneth Paltrow con grande scollatura e cascate di capelli posticci; Danny De Vito come nano-clone Mini-Me e Kevin Spacey nella divisa grigia del Dottor Male; Steven Spielbergo dolce e serio, regista sul set. Sono gli amici che compaiono all´inizio identificandosi con «Austin Powers in Goldmember», il film demente che ha avuto negli Stati Uniti gli incassi più strepitosi. Il Goldmember del titolo è un europeo («Vengo di Olanda, paese di zoccole») con una passione per l´oro tanto divorante che si è lasciato sciogliere i genitali nella fonderia aurea: è interpretato da Mike Myers, come il Dottor Male e il suo clone-figlio Mini-Me, come naturalmente Austin Powers, come Ciccio Bastardo il lottatore di sumo orrido e patetico nell´intonare il lamento dell´obeso. Tra i coproduttori c´è Demi Moore; buona parte del film è ambientata in una specie di Tokyo, magari con l´idea di invadere pure il mercato giapponese. Nella sua terza avventura Austin Powers danza con un tutù rosa portato sopra il completo di velluto blu, viene nominato baronetto da una sosia di Elisabetta d´Inghilterra, viaggia nel passato sino ai suoi prediletti anni Settanta, è alla ricerca di suo padre Michael Caine («la più grande spia inglese») che è stato rapito, lotta contro il solito complotto dei cattivi per impossessarsi del mondo e distruggerlo, consulta il Dottor Male che è detenuto in una cella identica a quella di Hannibal the Cannibal, agisce insieme con la bellissima detective nera Foxxy Cleopatra, si vanta di essere superdotato. Fa ridere? Dipende. L´insolito personaggio di Austin Powers, protagonista demenziale e sudicione, rappresenta la confusione disordinata, il mix di tempi, stili e aspirazioni stratificatosi nella testa degli spettatori contemporanei, l´oscenità e scurrilità infantili sommate a barzellette primarie. Un minestrone veloce, parodistico e abile che a moltissimi piace, ad altri no.
la Repubblica (12/1/2002)
Roberto Nepoti

Uno dei principali piaceri del racconto risiede nel sentir narrare sempre le stesse storie. Però Mike Myers esagera facendo l'ennesima parodia di 007; con Austin Powers-Goldmember è la terza volta che ci ripropone lo stesso repertorio. L'ombra polverosa di Bond è evocata fin dal titolo: Goldmember, ovvero un Goldfinger con gli attributi virili in oro. Si aggiunga la citazione vivente rappresentata da Michael Caine, celebre spia nonché papà di Austin Powers, che i cattivi dottor Male e Goldmember rapiscono e imprigionano nel passato. Cosicché, per liberare il genitore, Austin deve rimontare il tempo assieme alla sua ex Foxxy Cleopatra. Autentica saga del riciclaggio, la terza puntata delle avventure della spia fusa-di-testa le prova un po' tutte per supplire l'assenza d'inventiva: moltiplica le sequenze parodistiche ("Il silenzio degli innocenti"), sfrutta un parterre d'ospiti illustri (tra cui Steven Spielberg e Tom Cruise), ricrea l'atmosfera anni 70 facendo largo uso di successi musicali dell'epoca. Tempi cui appartiene anche il personaggio di Foxxy Cleopatra (Beyoncé Knowles, del gruppo Destiny's Child), che cita Pam Grier e le eroine dei film di blaxploitation in voga in quegli anni. Se il primo film della serie di Austin Powers era un prodotto a basso costo basato su una comicità volgarotta ma ruspante, il terzo è una macchina per fare soldi (in America è stato in testa alle classifiche estive), consapevole del successo ma non perciò meno sgangherata. Troppo sgangherata: per reggersi in piedi, anche il comico e la parodia devono conservare un minimo di coerenza. È già tanto se Myers (moltiplicato per quattro personaggi diversi) e alcune gag (non di prima scelta) riescono a strappare qualche risata.
Film TV (12/3/2002)
Manuela Martini

Terza avventura "bondiana" dell'agente Austin Powers, sballottato avanti e indietro nel tempo per cercare di bloccare i progetti distruttivi del dottor Male. Questa volta deve ritornare nel pieno degli anni '70 per impedire che il dottore unisca le proprie forze a quelle dell'altrettanto malvagio Goldmember e per sventare il rapimento del proprio padre, Nigel Powers, un Michael Caine in stato di grazia che rifà Harry Palmer con grinta da 007. Dopo titoli di testa esilaranti e fitti di comparsate eccellenti (Cruise, Paltrow, Spielberg, Spacey, De Vito, Quincy Jones, citatissimo comunque in colonna sonora), piombiamo nel consueto pastiche musical-psichedelico-scétologico, dove si affastellano ragazze, canzoni, citazioni, Godzilla e Hannibal Lecter, Darth Vader e Foxy Brown. Mike Myers questa volta si fa addirittura in quattro, e aggiunge lo svitato, baluginante Goldmember ai tre personaggi abituali, Austin, Male e Ciccio Bastardo. Tutto già noto, certo, ma la saga ha ritmo, umorismo da vendere e nessuna vergogna. Non si capisce perché in Italia non abbia successo; ma non dimentichiamo che neppure i Monty Python, all'epoca, fecero una lira.
Duel (1/7/2003)
Matteo Columbo

Il critico che ci provava Duellante: Meta-metacinema e metà scato (il)logico, Goldmember è cinema elevato alla terza e insieme film di terza classe. Vette teoriche e abissi corporei si confondono in un mix di citazioni pop e poppe eccitanti. Il senso del doppio è sempre e comunque anche un doppio senso... Austin Powers: Si, certo... Ma ci vorrebbe un po' più di "mai-più-moscio" in questa recensione. Dovresti far volare il tuo Columbo in zone più scopadeliche, perché il mio film è davvero molto penetrante: le fanciulle - Ehi, baby! - ne andranno pazze! Dr. Evil: Ah ah ah, ah ah ah ah! Numero due: Ah ah ah ! Altri: Ah ah ah! Dr. Evil: Nessuno riuscirà a fermare il successo di questo film per tutti che ho deciso di chiamare "film per tutt". Guadagnerà tre miliardi di trilioni di fantastisuperultratrilioni di cent, e la critica dovrà zipparsi la boccaccia. Mini-me: (fa un gesto col medio) Duel ante (litteram): La spinta regressiva della serie non si traduce in realtà che in una finta trasgressione che, nonostante la bravura istrionica di Myers, sembra avere esaurito il suo potenziale e comincia a girare a vuoto, perfino ad annoiare. Ciccio Bastardo: A me, in effetti, 'sto film mi fa venire una certa esigenza intestinale... Un moto liberatorio, c'hai presente? D uè la n te: Si riferisce all'aspetto irriverente, che libera dalle convenzioni... Ciccio Bastardo: lo, veramente, mi riferisco al bisogno di andare al cesso... A-l-l-u-d-e-n-t-e: La qualità mediocre della pellicola è riscattata almeno dalla sequenza d'apertura, con le star hollywoodiane che interpretano un film su Austin Powers: abisso in cui c'è un film nel film che si ispira a sua volta a una parodia del cinema tout court, che è quindi già autoparodia. Insomma, puro divertissement hellzapoppiniano... Dr. Evil: E zippati una buona volta! Non dire una parola in più o guasti il piano "apertura del film", detto anche "incipit del film", che sarà una grande sorpresa. Duellante, ancora per poco: Va bene. Allora parliamo della questione dei padri che attraversa la trama strampalata della pellicola... Una tematica che, non so se è un caso, appare anche nel terzo episodio cinematografico di Batman, quasi a suggerire un debito del modello seriale... Austin Powers: Troppo cinema e troppo poco "su-e-giù"! Signor Duel-blaterel-lante. Guarda che nella vita non c'è la "macchina del tembo": gli anni passati nel buio della sala cinematografica senza la giusta compagnia sono perduti... Bisogna sbrigarsi a fare le cose necessarie prima di morire, come il sesso con le gemelle giapponesi e altre cosucce essenziali... Ex-Duellante: In fondo, mi pare saggio: del capitolo quarto forse potrò farne anche a meno..
l'Unità (11/29/2002)
Dario Zonta

Una macchina corre veloce sui tornanti delle colline di Hollywood. A ben vedere non é una macchina comune, é super accessoriata e duella con un elicottero Apache armato fino ai denti. Schiva bombe, raffiche di mitra e quant'altro. Alla guida c'é un tipino che assomiglia a un nerd vestito da baronetto. A un certo punto l'elicottero si piazza davanti alla corsa della macchina, il nerd viene eiettato dalla macchina, supera con una capriola alla Mission Impossible l'elicottero mentre lo mitraglia mandandolo in frantumi e alla fine atterra in piedi. Si sistema il ciuffo, si aggiusta gli occhiali, sorride: e il sorriso é quello di Tom Cruise. Stop; siamo sul set di un film hollywoodiano su Austin Powers con Cruise, Paltrow, Spacey, De Vito, tutti diretti nientepopodimeno che da Steven Spielberg. L'immenso regista si volta verso il «vero» Austin che gli dice: «Mi sembra che manchi qualcosa, ci sono poche idee». É questo il folgorante inizio del terzo episodio di Austin Powers in Goldmember, parodia del più famoso agente segreto inglese, Bond. Interpretato sempre in ruoli multipli da Mike Myers, mente unica di questa Saga irresistibile quanto idiota. Parodia dell'intero mondo del cinema hollywoodiano di genere che viene citato e deriso per tutto il film da Godzilla a Il silenzio degli innocenti. Immerso in una atmosfera delirante, pervaso da una ironia trash e iconocoasta recupera gli umori di un sarcasmo tanto sottile quanto becero. Un viaggio nel tempo dai nostri giorni agli ann Settanta, dove l'immancabile Austin trova una sua vecchia fiamma, una bomba sexy di nome Foxxy Cleopatra, in verità leader del gruppo pop Destiny's Child, che Io accompagnerà alla ricerca del malefico Goldmember che ha preso in ostaggio il padre di Austin, icona sexy dei servizi segreti, interpretato da Michael Caine.