Pesi leggeri
Corriere della Sera (10/12/2002)
Maurizio Porro

Forte d’un titolo ossimoro, Pesi leggeri è il primo film del serio e onesto Enrico Pau che, affrontando lo sport più frequentato dal cinema, rivela che la boxe è un'arte leggera, quasi una danza, non adatta ai violenti. Cercando una via di realismo quasi magico in una palestra di periferia nei pressi di Cagliari, il regista mette di fronte due pesi leggeri, una speranza del ring e un avversario dal pugno introverso, che divideranno a metà allenatore, procuratore e una ragazza dal doppio volto, fino all'inevitabile match che manda k.o. l'amicizia e la morale delle loro vite. Con camera a mano e gran naturalezza, ma senza dar lezioni «dogmatiche», Pau narra il contesto triste d’un ambiente confuso nei valori e negli affetti, dove la boxe è un'alternativa alle solitudini. Se i caratteri che ruotano intorno al ring sono abbastanza stereotipati, coreografo gay compreso, il film non regala loro alcuna aureola, la palestra assume quasi l'identità di un riscatto ma anche di un ricatto.
Film TV (10/22/2002)
Emiliano Morreale

Mal distribuito in qualche cinemino d'Italia, questo piccolo e dignitosissimo film sardo rivela uno sguardo sensibile a facce e luoghi inconsueti (una Cagliari di periferie novembrine). La storia si svolge nel giro della boxe, che un tempo ebbe alcuni nomi di punta proprio in Sardegna: due di questi, Piero Rollo e Paolo Melis, recitano nel film. Ma i personaggi di "Pesi leggeri" sono pugili sfigati, sconfitti in partenza, tra incontri truccati e voglia di successo. Qualche dialogo stecca, ma gli attori hanno quasi tutti le facce giuste, l'esito è credibile, intenso e privo di retorica, grazie alla buona qualità della messinscena (montaggio di Carlotta Cristiani, musiche di Giovanni Venosa). Certo, manca il colpo d'ala geniale: ma per credere nel film basterebbe l'ambientazione nella palestra, condivisa con un corso di mambo. E il cinema incontra finalmente un grande del nostro teatro, Claudio Morganti.