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| Bodyguards |
| la Repubblica (12/24/2000) Roberto Nepoti Sventato, grazie alla loro inettitudine, l’appostamento a un boss del narcotraffico, i carabinieri Leone, Pecora e Marmotta (già i nomi dovrebbero far ridere) sono cacciati a calci dalla Benemerita, vedono Kevin Costner nel film Guardia del corpo e si riciclano in bodyguards. Leone (Christian De Sica) deve occuparsi della capricciosa modellona Victoria Silvstedt; Pecora (Massimo Boldi) si ritrova dogsitter della cagnetta di Anna Falchi; a Marmotta (Biagio Izzo) tocca invece Luca Laurenti, che lui confonde con Bonolis. Fallite le tre prime missioni, le imbranate guardie del corpo finiscono in una beautyfarm, che ha per ospiti Megan Gale e altri vip; l’ultima missione è proteggere da un maniaco Cindy Crawford. Si guardano molti corpi in Body Guards, Guardie del corpo, di Neri Parenti: corpi femminili dai grandi seni, che Boldi(guard) chiama finemente «pere», e dai grandi sederi — «panettoni» nel gergo del comico. I corpi in questione sono una delle due attrattive con cui il film cerca di conquistare gli spettatori. L’altra è il repertorio delle gag dei due protagonisti, cui si aggiungono gli emergenti Izzo e Enzo Salvi. Con queste premesse, nessuno si sogna di fare il minimo sforzo: né i comici, né la regia e tantomeno, si capisce, i vari personaggi prestati dalla tv per fare se stessi (Costanzo, Marzullo, Giletti ecc.). Body Guards è un film placidamente parassitario, clonato dalla serie americana Scuola di polizia e destinato a chi confonde il cinema con la televisione. Più che citazioni, vi si trovano piccoli scippi ad altri film: vedi, per esempio, i maltrattamenti di Boldi alla cagnetta (Tutti pazzi per Mary); oppure i ralenti dei tre bodyguards mascherati alla Blues Brothers, che fanno il verso ai film d’azione americani. Da anni si sente ripetere che Boldi e De Sica potrebbero dare di meglio, ma sembrano le frasi fatte per i ragazzi svogliati a scuola. E il ruolo dei grilli parlanti infastidisce chi lo ascolta quanto chi lo interpreta. |
| La Stampa (12/23/2000) Lietta Tornabuoni «Body guards» , Guardie del corpo, è il classico film comico natalizio di Massimo Boldi e Christian De Sica diretto da Neri Parenti, tipo «Paparazzi», «Tifosi» o «Vacanze di Natale 2000».Le varianti sono l’accentuazione della presenza invadente di modeste celebrità dell’Italia televisiva dei Novanta (Massimo Giletti, Gigi Marzullo, Cristina Parodi, Luca Laurenti); l’apparizione nella parte di se stesse di ragazze davvero bellissime (Cindy Crawford, Megan Gale, Victoria Silvsatedt); e il fatto divertente che i due protagonisti, Body Guards da strapazzo, sono ex carabinieri cacciati dall’Arma per incapacità e perennemente sul punto di venir cacciati, sempre per incapacità, dalla agenzia a cui appartengono. Boldi è super, a Christian De Sica dev’essere capitato fisicamente qualcosa: ma la loro bravura ed energia possono salvare ogni film (o quasi). |
| Film TV (1/3/2001) Alberto Crespi Dopo "Paparazzi" e "Tifosi", terzo viaggio nell’umanità postmoderna in compagnia di Neri Parenti. Ovviamente "Bodyguards" è più simile al primo che al secondo: percorriamo territori ai margini della celebrità, il contatto con i vip dovrebbe essere foriero di risate, ma l’esito è per lo più sconfortante. Il film ha una prima metà moderatamente scoppiettante e un secondo tempo che induce al suicidio. Si ride di gusto solo nella sequenza della rapina finto/vera con Luca Laurenti, l’unica dove le gag sono studiate e si punta sulla risata senza tirare in ballo tetti&culi. Per il resto "Bodyguards" è il film perfetto per raccontare l’Italia del 2000, forse l’unico paese al mondo dove Megan Gale, Giletti, Marzullo, Anna Falchi e Cristina Parodi possono partecipare a un film nei panni di se stessi, come se esistessero davvero, e non solo nel blob/magma televisivo. PS per i fans: al confronto "Tifosi" era un capolavoro, ma non a caso nella squadra degli sceneggiatori schierava Enrico Vanzina. Rispetto a costoro, i fratelli Vanzina sono i fratelli Marx. |
| Il Giorno (12/30/2000) Silvio Danese Diceva Bob Hope che far ridere è una fatica da piangere. Implacabili come la bolletta del gas, Christian De Sica, Massimo Boldi e compagni d'occasione ci riprovano. Presa dal film di Mick Jackson "Guardia del corpo", con Kevin Costner e Withney Houston, l'idea comica di tradizione è inoculare nella vita moderna la coppia di esagitati e catastrofici, maldestri ed esuberanti Boldi & De Sica che, espulsi dall'Arma, tentano di diventare guardie del corpo, cioè corpi potenti e desiderabili a partire da corpi impotenti e indesiderabili (i personaggi, naturalmente). Sono tutori di corpi più potenti e desiderabili, come lo spettatore televisivo, target del film, vede (potenti e desiderabili) le donne perfette della pubblicità, che la regia (Neri Parenti) esibisce trapiantando nel film l'icona pubblicitaria (da Megan Gale a Cindy Crawford). Il medium è il corpo. Il corpo è il vero soggetto della commedia, ma purtroppo come dissoluzione dell'invenzione comica promessa e del talento attoriale, nonostante i due protagonisti dimostrino ancora estro ritmico e conoscenza del ruolo. Boldy Guard. |
| Corriere della Sera (1/6/2001) Maurizio Porro De Sica, Boldi e Biagio Izzo, l’unità d’Italia resiste, sono tre carabinieri tonti che si riciclano guardie del corpo, combinando guai a vip e vippini in una tale escalation di farsa che anche Fantozzi e Stanlio e Ollio impallidiscono al confronto. Si fa per ridere, gli attori sono simpatici, una compagnia di commedianti dell’arte che, volendo o no, presenta la volgarità massmediologica dell’Italia di oggi. Con i suoi eroi setacciati dalla tv, le cui star partecipano all’azione nel ruolo di se stesse (la Falchi, Laurenti chiamato Bonolis, Marzullo), e con un finalino thriller in cui il serial killer è l’angelico Paolo Conticini. E’ il fantozziano Neri Parenti a tenere le redini di una storia senza sceneggiatura apparente. |