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| Blade |
| Film TV (1/11/2000) Mauro Gervasini Blade è un guerriero metropolitano metà uomo e metà vampiro. La sua missione è difendere la razza umana dai suoi "fratelli di sangue", i nipotini di Dracula, specie quelli rampanti guidati da Stephen Dorff (ottimo "mechant"). Tratto dall'omonimo fumetto di Mark Wolfman, sceneggiato assai bene da David S. Goyer ("Dark City"), impreziosito dal make-up di Greg Cannom ("Dracula" di Coppola), prodotto/interpretato da Wesley Snipes notevole artista marziale, "Blade" è frutto di un'operazione interessante. Il tentativo di creare, attraverso i rigurgiti della "blaxploitation", una serie B del cinema fantastico "riformista" in stile "Matrix". Con più onestà nei confronti del genere e certo meno intraprendenza teorica da parte dei suoi autori. Le riserve sono tutte per la resa estetica. Il regista Stephen Norrington, ennesimo inglesino dall'immaginario formato clip&spot, non coglie gli spunti offerti dal copione, valorizza i personaggi e "corre via" sui combattimenti barando di brutto con lo spettatore. Lui e quelli come lui non hanno capito che per concepire un cinema alla John Woo o alla Che-Kirk Wong non basta affatto la tecnica se manca del tutto il senso plastico delle forme e dell'azione. |
| Ciak (2/1/2000) Valerio Guslandi Fumetto di nascita e fumetto anche sullo schermo. Questo Blade che arriva anche in Italia dopo due anni di peregrinazioni tra le maglie della distribuzione, non è nulla più di questo. Sorretto da ottimi effetti speciali, ovviamente, ma schematico e prevedibile più del fumetto (per gli appassionati, è annunciato un seguito in autunno). Chi ama le storie di vampiri non lo metterà fra le pellicole memorabili del genere. Wesley Snipes e Stephen Dorff, rispettivamente cacciatore di vampiri (in realtà è un vampiro lui stesso, ma buono) e succhiatore di sangue in cerca del potere assoluto, si inseguono, si odiano, si sfidano in una lotta eterna e un po' stucchevole. Almeno Snipes ha una certa presenza scenica, oltre a un look in simil-Matrix. Dorff invece si agita e digrigna i denti, ma ricorda tanto quell'arabo che roteava scimitarre al vento per impressionare Harrison Ford/Indiana Jones e poi veniva messo a tacere con un solo colpo di pistola. |