Io e Marilyn
 
 
 
 
di Leonardo Pieraccioni
con Rocco Papaleo, Francesco Guccini, Massimo Ceccherini, Biagio Izzo, Leonardo Pieraccioni
 
 
   
Leonardo Pieraccioni, si sa, non è più un ragazzo; l’atteggiamento da eterno sbarbato, un po’ farfallone e sognatore, che insegue chimere e belle donne evidentemente gli va un po’ stretto. Io e Marilyn è il suo tentativo di svincolarsi da questo stereotipo ormai consunto. Questa premessa è doverosa, perché se qualcuno si aspetta il solito tripudio di gag e situazioni spassose, tipiche del cinema di Pieraccioni, potrebbe rimanere deluso. A dir la verità, il film è comunque divertente; protagonisti simpatici, azzeccati, esilaranti (su tutti l’accoppiata Laurenti-Ceccherini ed il mitico Papaleo), qualche scena da ridarola pura (la cena romantica), altri personaggi di contorno tutti da scoprire (la caserma di carabinieri è un autentico luogo di perdizione).

L’ingrediente in più rispetto al passato è rappresentato dal personaggio di Marilyn (la bellissima e maldoppiata Suzie Kennedy), autentico emblema del mondo perduto che noi uomini vorremmo far tornare sulla Terra. Marilyn Monroe viene infatti evocata durante una seduta spiritica dal buon Gualtiero (Leonardo Pieraccioni), un brav’uomo lasciato dalla moglie, spiritoso e malinconico, con una figlia da crescere in mezzo alle difficoltà della vita quotidiana; il nuovo compagno della sua ex moglie tra l’altro, uno spaccone di prima categoria di nome Pasquale (Biagio Izzo), non rende semplice la convivenza della "famiglia allargata". L’apparizione di Marilyn sembra poter dare un equilibrio, paradossalmente, all'esistenza un po’ turbata di Gualtiero: non prima, certo, di averne causato sconquassi e tremendi guai. Dal sospetto di essere diventato pazzo quindi, il mite protagonista passerà alla certezza di aver vissuto un’esperienza memorabile.

Il nocciolo della questione è che se stiamo bene con noi stessi, anche chi ci sta intorno ne trae beneficio. Ma è tutto qui? Non esattamente, perché la figura di Marilyn è portatrice, oltre che di ottimi consigli, di un messaggio più ampio, più profondo, decisamente più intimo: l’attrice più famosa della storia del cinema rappresenta tutte quelle persone alle quali, ogni giorno, dedichiamo un pensiero, una preghiera, un momento di riflessione. Ci sarebbe da discutere per ore sul finale del film, che lo stesso Pieraccioni ha ammesso di aver cambiato in corso d’opera; ma questo va necessariamente fatto dopo la visione del film, è chiaro. Godetevi questa pellicola così lontana dai soliti cinepanettoni: non vi farà sbellicare dalle risate, ma lascerà un piccolo segno. Anche se il Pieraccioni farfallone continua a farsi preferire. (Carlo Stocchetti)