voto: 5/5
gianni di perugia
profondo da fare male!



antonio di milano
intenso vibrante emozionante con una gradissima interpretazione di Kim Rossi Stuart. ma anche le due donne (Cortellesi e Trinca)sono emozionanti. un grande bel film che fa onore al cinema italiano.

voto: 4/5




voto: 4/5
Bob di MI
Per raccontarci non solo i diversi volti dell'uomo e dell'artista Dylan, ma anche il trascorrere del tempo, l'infrangersi dei sogni di un'intera generazione, il regista Todd Haynes, sempre piu' interessante, si serve di diversi attori (ottima la scelta del bambino di colore e geniale quella di Cate Blanchett, che lo ripaga di una prova "elettrica" e formidabile per mimetismo) e compone un mosaico insolito e visionario. Non tutte le parti di cui e' composto convincono pero' francamente alla stessa maniera. Ad esempio quella con Richard Gere aggiunge ben poco. Ma non per colpa dell'attore (che ha la faccia giusta e si cala anch'egli bene come tutti gli altri nel personaggio) ma per colpa della scrittura di Haynes (anche autore del soggetto) qui meno felice. La frammentarieta' della narrazione e suoi diversi registri colpiscono per la maestria sia del montaggio che della fotografia. E ottima e' la direzione dgli attori. Ma il film pur se tecnicamente ineccepibile e chiaramente sentito, finisce per dilungarsi eccessivamente e per essere permeato da troppo poco calore. Molto belle le immagini e le parole della scena finale. A cui seguono, sullo scorrere dei titoli di coda, le note della celeberrima e bellissima "Like a Rolling Stone". Non c'era scelta migliore per chiudere in modo classico e tradizionale un film affascinante e innovativo.



Bob di Milano
Ecco di nuovo in pista il gigantesco Moore (ps: per la tua...salute...sarebbe il caso di fare un po' d'attenzione al peso, ma ricordati di affidarti ad una buona compagnia assicurativa ! ) a menar botte a destra e ...anche...a sinistra. Questa volta con "Sicko" si scaglia da par suo contro la piaga sociale della Sanita' Made in Usa. Per farlo decide intelligentemente di non partire, a parte qualche accenno iniziale, dal dramma di quei 40/50 milioni di americani che non possono neanche permettersi le cure del sistema sanitario nazionale. Ma va oltre, perche' a lui interessa molto di piu' altro. Ora, sino a quando il film mantiene un taglio squisitamente giornalistico, serio, documentato, attraverso testimonianze tristemente sconcertanti, riportando minuziosamente tutta una serie di casi specifici, riesce a fare centro. Meglio, ad impressionare. Alludo ad esempio allo stesso episodio iniziale, trattato con con la giusta ironia, del "poveretto" costretto a decidere quale "salvare" delle due dita tranciate mentre lavorava...(la scelta ricade sull'anulare, solo 12.000 dollari...il medio era troppo caro, addirittura 60.000...). E soprattutto al momento, letteralmente angosciante, in cui Moore riesce a mostrare, grazie (e' proprio il caso di dirlo) alle telecamere a circuito chiuso della polizia locale, alcune anziane donne gettate in mezzo alla strade da dei taxi, come fossero rifiuti e con addosso ancora il camice degli ospedali che le avevano appena "espulse"..., perche' colpevoli di non poter pagare le cure necessarie del caso. (Pero' almeno la "corsa" del taxi era pagata dagli addetti degli ospedali, questo bisogna dirlo...gesto veramente di "grande umanita'...) Il film procede alla grande anche quando sottolinea coraggiosamente come il sistema delle assicurazioni sanitarie abbia per fine, e con qualsiasi mezzo, il profitto e non la salute dei cittadini. Parlare di vere truffe non sembra esagerato. E' poi deprimente vedere "il modo" in cui alcuni medici delle assicurazioni riescano ad avere dei "bonus" prima e a far carriera poi. "Sicko" funziona bene anche quando denuncia le colpe delle varie amministrazioni politiche, che dai tempi del governo Nixon ( quindi tanto quelle repubblcane quanto quelle democratiche) nulla hanno fatto per cercare di cambiare lo stato delle cose. Anzi hanno evidentemente favorito questo sistema. Ma davanti a quelle "belle cifre" a 6 cifre, presenti sugli assegni staccati dalle compagnie a favore dei vari politici di turno, Hilary Clinton compresa, e' praticamente impossibile resistere.Ma Michael Moore, non e' piu' il sincero documentarista degli esordi, quello cioe' di "Roger & Me", sempre il suo film migliore insieme a "Bowling for Columbine" . E' oramai una "Star" e come tale a volte non riesce a tenere a freno il proprio ego. Cosi', come gia' nel recente passato (Fahrenheit 9/11) il suo modo di fare cinema "sbanda", diventa eccessivamente predicatorio. In "Sicko" cio' accade ad esempio quando, comparandolo al sistema americano, dipinge, glorificandolo, quello dei vicini di casa del Canada. Ma qui almeno le testimonianze sono ben ricostruite (c'e' persino l'intervento della polizia) e a tratti sinceramente commoventi. Mi riferisco alla testimonianza della ragazza malata di cancro. Malata pero' ..."troppo presto", perche' "era ragionevolmente troppo giovane per avere un tumore" !!! Quindi finisce "abbandonata" a se stessa e al suo male dalla sua compagnia assicurativa. Costretta a fare la pendolare e a trovare le cure corrette (adeguate e gratuite) in Canada. Poi pero' Moore rincara la dose un po' troppo andando in Europa, esagerando nel mostrare, come fossero dei veri e propri paradisi in terra, Inghilterra e persino l'odiata (anche da noi...) Francia. Cavolo ci mancava solo che santificasse anche il sistema sanitario italiano...(peraltro gli spettatori piu' attenti avranno comunque notato che il nostro paese, nella classifica mondiale sulla qualita' e l'efficienza, risultava addirittura al secondo posto...Da non crederci...appunto). Perche' possiamo quanto meno immaginare che le cose non stanno in realta' esattamente cosi'... E la trasferta cubana si poteva francamente evitare. Era piu' che sufficiente far vedere come alcuni degli "eroi" dell' "11 Settembre", oggi gravemente malati, facciano fatica a "campare". Cadute di stile, prima che di regia, che infastidiranno molti. E intaccano in parte il risultato finale. Ma va bene anche cosi'. Perche' il suo, pur con i suoi difetti, e' un ritratto comunque doveroso e necessario, che pone degli interrogativi. Come si puo' arrivare a questo schifo ? E' ancora sinceramente possibile parlare di vera e grande Democrazia?

voto: 3/5




voto: 4/5
300
Luna
Strabilianti gli effetti speciali, su cui il film si basa (essendo tutto, tranne gli uomini ricostruito a computer). Però ci sono alcuni errori storici (ad es gli scudi all'epoca non erano circolari, ma a torre e allo sterminio delle termopili sopravvassero 2 soldati, di cui uno si suicidò per il disonore e l'altro morì pochi anni più tardi durante un'altra guerra...)



Barbara di Roma
Film di spessore molto introspettivo e realistico! complimenti alla regista M.Avati.Molto bravi anche gli attori,specialmente Anita Caprioli,Massimo Bonetti e Patrizio Pelizzi.OTTIMA SCENEGGIATURA!

voto: 4/5




voto: 0/5
smic di Roma
Ora che abbiamo capito chi sono i cattivi........chi sono i buoni?



red di torino
A parte che il film dura 1h e 25...di cui 20 min i titoli di inizio. Il film è noiosissimo...grande parte del film si basa sul litigio di una coppia in crisi dovuta alla morte del loro figlio. Film scontatissimo e privo di suspance. Diciamo che hanno speso tutti i soldi per gli unici 4-5 attori e non per migliorare il film. Consiglio...restate a casa.

voto: 0/5




voto: 5/5
Michele di Milano
Un film commovente per tutti , credenti, non credenti, laici , atei. Grandissimo messaggio sull'amore tra le persone ; da fare vedere ai giovani all'interno delle scuole



Joker di Roma
Luca Vendruscolo, mente giovane del cinema italiano, (attualmente impegnato nella regia di Boris, serie comica di successo in onda su SKY) esordisce alla regia con un piccolo film indipendente che affronta con leggerezza e brio i temi della diversità e dell'emarginazione. Nulla sfugge alla falce della satira di Vendruscolo, autore della sceneggiatura con Mattia Torre e Giacomo Ciarrapico, militari, preti, obiettori di coscienza, finti altruisti e piccoli spacciatori di provincia. In definitiva un eccellente prodotto visti anche lo scarso budget e gli attori che, pur essendo del tutto sconosciuti, danno prova di una grande abilità e dimostrano che il cinema italiano... può ancora riprendersi!

voto: 4/5